Bagnoli Friularo DOCG

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Il Bagnoli Friularo è una denominazione di origine controllata e garantita per vini ottenuti da uve Raboso Piave in misura non inferiore al 90%; il Friularo si coltiva da tempi antichissimi nel territorio di Bagnoli. È DOCG dal 2011 e, secondo il disciplinare, era già riconosciuto come DOC dal 1995.

Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.

Caratteristiche

Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.

Bagnoli Friularo

Colore
«rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento»
Odore
«vinoso, intenso, caratteristico»
Sapore
«asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo»
Titolo alcolometrico minimo
11,50% vol (totale), 12,50% vol nella riserva

Art. 6

Bagnoli Friularo passito

Colore
«rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento»
Odore
«caratteristico, gradevole»
Sapore
«da amabile a dolce, vellutato, caratteristico»
Titolo alcolometrico minimo
15,50% vol (totale), di cui 12,50% effettivo

Art. 6

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Territorio

La zona di produzione per la versione classico interessa l'intero territorio del comune di Bagnoli di Sopra. I vigneti piantati dopo l'approvazione del disciplinare devono avere un minimo di 2.500 piante per ettaro.1

Il clima dell'area è temperato, con condizioni termiche di tipo mediterraneo, inverni miti ed estati calde e asciutte; la piovosità media annua oscilla tra 700 e 900 mm. Secondo il disciplinare, i terreni sub-acidi ricchi di potassio hanno un'affinità con la grande acidità espressa dal vitigno Friularo.1

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Storia

Non è chiaro a quando risalga esattamente l'introduzione del Friularo nell'areale, poiché la dubbia origine etimologica del termine non permette di identificare con certezza l'epoca del suo avvento; è tuttavia accertato che la coltivazione del vitigno nel territorio di Bagnoli ha origini antichissime.1

Il primo e più antico documento conosciuto che parla dei vini di Bagnoli e che lega il nome dei vini alla zona è un atto di donazione del marchese del Dominio di Bagnoli al Vescovo di Padova, risalente al 954 d.C.1

Documentazione datata al XII e al XIII secolo riferisce di donazioni di terre vitate in Bagnoli e nei comuni limitrofi, nonché di fitti pagati alla Corte Benedettina di Bagnoli con la decima e con un terzo del vino prodotto.1

Nel 1521 lo scrittore e commediografo padovano Ruzzante descrisse un «vino sgarboso», probabilmente una varietà di Raboso prodotto nel Padovano, che dalle caratteristiche descritte è probabilmente il Friularo di Bagnoli. Il documento più antico che fa diretto riferimento al Friularo di Bagnoli è un manoscritto del 1774, che riporta l'elenco dei vitigni in coltivazione nella zona.1

Nel 1787 il poeta veneziano Ludovico Pastò scrisse un ditirambo sul vino intitolato "El Vin Friularo de Bagnoli"; nel 1924 A. Marescalchi scrisse che il Friularo era il vino rosso di piano più noto del Padovano.1

Secondo il disciplinare, il Bagnoli Friularo era già riconosciuto come DOC con decreto ministeriale del 16 agosto 1995; la DOCG è stata approvata con decreto ministeriale dell'8 novembre 2011.1

Servizio

Il vino passito non può essere immesso al consumo prima di un periodo di maturazione ed affinamento di almeno due anni in botti, a decorrere dal 1° novembre dell'anno di produzione delle uve.1

Denominazioni collegate

Zona di produzione

Mappa dei comuni della zona di produzione
Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0).

Comuni della zona

  • Zona Classica, in tutto o in parte
  • Resto della zona
  • Bagnoli di Sopra
  • Agna
  • Arre
  • Battaglia Terme
  • Bovolenta
  • Candiana
  • Cartura
  • Conselve
  • Due Carrare
  • Monselice
  • Pernumia
  • San Pietro Viminario
  • Terrassa Padovana
  • Tribano

Nella stessa zona

Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.

Domande frequenti

Da quali uve si ottiene il Bagnoli Friularo?

Si ottiene da uve Raboso Piave in misura non inferiore al 90%; possono concorrere altri vitigni a frutto a bacca rossa idonei alla coltivazione nella provincia di Padova, in misura non superiore al 10%.

Cosa indica la specificazione "classico"?

La specificazione classico è riferita alla zona di produzione che interessa l'intero territorio del comune di Bagnoli di Sopra.

Quanto deve invecchiare il Bagnoli Friularo?

L'invecchiamento deve essere di almeno 12 mesi per il Bagnoli Friularo e di almeno 24 mesi, di cui almeno 12 in botti, per la riserva.

Qual è il titolo alcolometrico volumico totale minimo?

È dell'11,50% per il Bagnoli Friularo e del 12,50% per la riserva; per il passito è del 15,50%, con un titolo alcolometrico volumico effettivo minimo del 12,50%.

Come si presenta in vigna il Friularo?

È un vitigno con germogliamento precoce e maturazione tardiva, il cui ampio grappolo presenta acini serrati e compatti, dalla buccia spessa.

Qual è la resa massima dell'uva in vino finito?

La resa massima non deve essere superiore al 70% per le uve non appassite e al 45% per le uve appassite.

Cantine della denominazione

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Fonti

  1. Disciplinare di produzione Bagnoli Friularo o Friularo di Bagnoli DOCG (MASAF)
  2. Disciplinare di produzione Bagnoli di Sopra o Bagnoli DOC (MASAF)
  3. Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)

Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 10/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.