Contrada Salvarenza Vecchie Vigne Soave Classico D.O.C.

Contrada Salvarenza Vecchie Vigne Soave Classico D.O.C.

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€30,05
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Contrada Salvarenza Vecchie Vigne Soave Classico D.O.C.

Contrada Salvarenza Vecchie Vigne Soave Classico D.O.C.

Prodotto in Veneto
DOC
Prodotto da Agricoltura Biologica
E' Vietata la vendita di prodotti alcolici ai minori di anni 18
Disponibile
€30,05 Prezzo unitario €40,07/l
Imposte incluse. Spese di spedizione calcolate al check-out.
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Il Prodotto in Breve

✓ Annata 2022 – Soave Classico D.O.C.

✓ 100% Garganega da vigne fino a 120 anni, in gran parte a piede franco

✓ Contrada Salvarenza – Monteforte d’Alpone (VR), 150 m s.l.m.

✓ Vigneti condotti in agricoltura biologica certificata

✓ Fermentazione interamente in legno

✓ Affinamento per diversi mesi in pièces da 228 L e grandi botti, a contatto con i propri lieviti naturali + almeno 6 mesi in bottiglia

✓ Profondo, sapido e minerale, di grande struttura e longevità

✓ Gradazione alcolica: 13% vol.

Il tempo custodito nelle vigne. Contrada Salvarenza Vecchie Vigne Soave Classico D.O.C. rappresenta una delle espressioni più profonde della Garganega e della storia della famiglia Gini a Monteforte d’Alpone. Il cru si estende per circa 5 ettari, a 150 metri di altitudine, e custodisce un patrimonio viticolo eccezionale: vigne che raggiungono i 120 anni di età, in larga parte a piede franco, sopravvissute alla fillossera e preservate dalla famiglia attraverso le generazioni. Contrada Salvarenza diventa così una sintesi della filosofia Gini: il tempo come ingrediente del vino. Il tempo delle vecchie viti e delle radici che da oltre un secolo esplorano questi suoli; quello delle generazioni che hanno scelto di conservarle; quello di una vendemmia tardiva, che arriva fino alla fine di ottobre; e infine quello della lenta maturazione in cantina e dell'evoluzione in bottiglia. Da questo patrimonio nasce un Soave Classico di particolare concentrazione, complessità e longevità.

Le vigne di Garganega, allevate a pergoletta veronese, hanno una densità di 4.000 ceppi per ettaro e una resa, dopo selezione, di appena 40 hl/ha. L'esposizione è sud-est, mentre i terreni presentano una marcata venatura vulcanica con piccoli strati tufacei. La conduzione è in agricoltura biologica certificata. A fine ottobre le uve vengono selezionate e raccolte a mano in cassette di legno. Dopo un breve contatto del mosto con le bucce, seguono una pressatura soffice e l'immediato raffreddamento del mosto. La fermentazione si svolge interamente in legno, utilizzando grandi botti e fusti di legno stagionato per almeno tre anni: una scelta che accompagna la Garganega senza sovrapporsi al carattere delle vecchie vigne. Il vino riposa quindi per diversi mesi in pièces da 228 litri e in grandi botti, a contatto con i propri lieviti naturali. L'affinamento prosegue per almeno sei mesi in bottiglia, in condizioni ideali di temperatura e umidità nella suggestiva cantina Gini scavata nella roccia. Nel bicchiere Contrada Salvarenza si presenta di un brillante oro-verde. Il profumo è complesso e profondo: la componente minerale incontra sentori fruttati dolci e avvolgenti, fiori gialli e frutti esotici. Al palato è denso, rotondo e intenso, con una decisa trama sapida e minerale, richiami di pietra focaia e chiodi di garofano, pera matura e pesca gialla. Il finale è nitido e persistente. Un Soave di grande struttura e profondità, capace di evolvere a lungo nel tempo.

Anche il nome custodisce una storia. Secondo la leggenda, proprio in questo luogo una giovane di nome Renza, minacciata dai briganti, venne salvata da un nobile cavaliere. Da “Salva Renza” sarebbe nato il nome Salvarenza, oggi legato a uno dei cru storici di Monteforte d'Alpone.

Scheda Prodotto:

Denominazione: Soave Classico D.O.C.

Annata: 2022.

Vitigno: Garganega 100%.

Zona di produzione: Contrada Salvarenza – Monteforte d’Alpone, Soave Classico, Veneto.

Altitudine: Circa 150 m s.l.m.

Vigneto: Vecchie vigne di Garganega, con circa tre quarti delle piante coltivate a piede franco e un’età superiore ai 100 anni.

Terreni: Suoli di origine calcarea con stratificazioni caratterizzate dalla presenza di tufo.

Agricoltura: Vigneti condotti in agricoltura biologica certificata.

Vendemmia: Raccolta manuale a fine ottobre, con uve deposte in cassette di legno.

Note organolettiche: Colore oro-verde brillante, intenso e luminoso. Al naso è complesso, profondo e minerale, con sentori fruttati dolci e avvolgenti, fiori gialli e frutti esotici. Al palato è ricco, sapido e marcatamente minerale, con richiami di pietra focaia e chiodi di garofano, pera matura e pesca gialla. Denso, rotondo e intenso, conserva precisione ed equilibrio e si distende in un finale nitido e persistente. Un Soave di grande struttura e complessità, destinato a una lunga evoluzione nel tempo.

Gradazione alcolica: 13% vol.

Vinificazione: Selezione e raccolta a mano delle uve in cassette di legno. Breve contatto del mosto con le bucce, pigiatura soffice e immediato raffreddamento del mosto. Fermentazione svolta totalmente in legno. Vengono usate botti grandi e fusti di legno stagionato per almeno 3 anni.

Affinamento: Il vino riposa per diversi mesi in pieces da 228 L e in grandi botti, a contatto con propri lieviti naturali e affinato in bottiglia per almeno sei mesi. Il tutto a temperatura e umidità ideali, nella cantina scavata nella roccia.

Abbinamenti: La sapidità e la freschezza lo rendono particolarmente adatto ai frutti di mare. La struttura permette abbinamenti anche con preparazioni intense e piatti speziati, capaci di mettere in evidenza il carattere e la complessità del vino.

Capacità evolutiva: Vino da lungo invecchiamento. Le vecchie vigne, la struttura, la freschezza e la componente minerale sostengono un’evoluzione capace di sviluppare nel tempo ulteriore profondità e complessità.

Filosofia produttiva: Contrada Salvarenza rappresenta il valore del tempo secondo Gini: vigne ultracentenarie preservate attraverso le generazioni, in gran parte a piede franco, agricoltura biologica certificata, vendemmia manuale e lunghi tempi di affinamento. Un patrimonio viticolo custodito per lasciare alla Garganega e al territorio di Monteforte d’Alpone la possibilità di esprimersi nella loro forma più profonda.

Il Territorio

Il Veneto, situato nel nord-est d'Italia, è rinomato per la sua straordinaria storia, i paesaggi mozzafiato e le squisite tradizioni enogastronomiche. La cucina veneta e i vini del Veneto sono apprezzati in tutto il mondo e riflettono la diversità culturale e territoriale della regione. Il Veneto è famoso per le sue affascinanti città storiche come Venezia, Verona e Padova, che ospitano innumerevoli opere d'arte e tesori architettonici. Venezia, la città dei canali e dei palazzi, è considerata una delle mete più romantiche e affascinanti, mentre Verona, la città di Romeo e Giulietta, è celebre per il suo anfiteatro romano e le rappresentazioni liriche. Padova, con la storica Università e la Cappella degli Scrovegni, offre una vasta gamma di attrazioni culturali. La regione del Veneto è conosciuta per la sua eccellente produzione vinicola, che include vini celebri come il Prosecco, il Valpolicella e il Soave. Piave è la denominazione di un vino a DOC prodotto nelle provincie di Treviso e Venezia intorno al basso corso del Piave. I vigneti del Veneto si estendono dalle colline di Treviso, Vicenza e Verona fino alle pianure del Po. La cucina veneta è altrettanto variegata e deliziosa, con piatti a base di pesce e frutti di mare lungo la costa e nella Laguna di Venezia, e ricette più robuste a base di carne e verdure nell'entroterra. Alcuni dei piatti tipici della regione includono il risotto, i bigoli (pasta all'uovo), la polenta e il baccalà alla vicentina.

L'area della Pedemontana Veneta è indubbiamente l'espressione più autentica della tipicità e ricchezza del patrimonio enogastronomico della regione. 153 ambiti di tipicità nel raggio di 5 km dalla nuova Superstrada Pedemontana Veneta. Tra questi, spiccano 9 prodotti DOP, 5 IGP, 4 vini DOCG, 8 DOC, 4 IGT, 119 produzioni agroalimentari tradizionali e 4 presidi Slow Food. La Pedemontana Veneta offre una vasta gamma di vini, formaggi, ortaggi, salumi e prelibatezze di alta qualità, tra cui, solo per citarne alcuni, i formaggi Asiago DOP, Morlacco e Imbriago, la Grappa e i Distillati di frutta, la Sopressa DOP, le Farine Macinate a pietra da antichi cereali (Mulino Terrevive), l’Olio Extra Vergine d’Oliva DOP (Oro de Poè) che, con la denominazione "Conca degli Ulivi" prodotto in piccole ma preziosissime quantità, vanta premi e riconoscimenti in prestigiosi concorsi internazionali. il Prosecco DOCG di Valdobbiadene ed Asolo. Oltre al già citato Prosecco, apprezzato ed esportato in tutto il mondo, negli ultimi anni, sono stati rivalutati vitigni autoctoni di cui si era persa memoria tra i quali spiccano la Recantina e la Rabbiosa dei colli Asolani (Pat del Colmel). Lasciati conquistare dalla qualità e dalla tradizione dei produttori artigianali che abbiamo selezionato per te, produttori che esprimono al meglio l’autenticità e ricchezza di questa meravigliosa regione.

Il Produttore

Ci sono cantine che hanno contribuito a scrivere la storia del vino italiano, e altre che quella storia la vivono da secoli. Gini appartiene a questa seconda categoria. A Monteforte d'Alpone, nel cuore del Soave Classico, la famiglia coltiva la vite almeno dal 1570, attraversando quindici generazioni senza mai interrompere il proprio legame con la terra. Un percorso lungo oltre quattro secoli che non racconta soltanto la continuità di un cognome, ma la straordinaria capacità di custodire un patrimonio fatto di vigne, conoscenze e sensibilità, tramandato di padre in figlio fino ai giorni nostri. La data simbolo scelta dalla famiglia è il 22 gennaio 1570, giorno delle nozze di Giobatta, figlio di Antonio Gini. Da quel momento prende forma una delle più antiche storie vitivinicole del Veneto. Nei secoli la famiglia ha attraversato guerre, cambiamenti sociali ed evoluzioni della viticoltura, rimanendo fedele al proprio territorio e a una convinzione profonda: il vino non può essere costruito, ma soltanto accompagnato con rispetto, esperienza e pazienza. Questa filosofia trova la sua massima espressione nel concetto che accompagna da sempre il lavoro della famiglia Gini: il tempo. Il tempo necessario affinché una vite affondi lentamente le proprie radici nella roccia vulcanica, il tempo delle stagioni che scandiscono la vita del vigneto, il tempo dell'attesa durante l'affinamento e quello dell'evoluzione in bottiglia.

Per Gini il tempo non è semplicemente una misura, ma il primo ingrediente di ogni grande vino. È sulle colline di Monteforte d'Alpone che nasce l'anima storica dell'azienda. Nel cuore del Soave Classico, le antiche vigne di Garganega affondano le radici in suoli di origine vulcanica, ricchi di basalti, tufi e venature calcaree formatisi milioni di anni fa. Da questo straordinario patrimonio geologico nascono grandi vini bianchi da invecchiamento, capaci di evolvere lentamente mantenendo vive acidità, freschezza e una marcata impronta minerale. La longevità delle viti, la complessità dei terreni e la varietà dei microclimi definiscono la vocazione di un terroir unico, capace di produrre Soave di profondità, eleganza e sorprendente capacità evolutiva. Tra i beni più preziosi custoditi dalla famiglia vi sono le vecchie vigne di Garganega, alcune ultracentenarie, molte ancora prefillosseriche e a piede franco. In un'epoca in cui il rinnovo dei vigneti rappresentava la scelta più semplice, Gini ha deciso di non estirpare le proprie vigne storiche, preservando una ricchezza genetica e clonale praticamente unica nel panorama del Soave. Le radici penetrano profondamente nella roccia vulcanica, raggiungendo acqua e sali minerali anche nelle annate più difficili. È proprio questa profondità radicale a contribuire alla sapidità, alla complessità e alla longevità che distinguono i vini della famiglia.

La natura, per Gini, non è mai stata qualcosa da dominare, ma una realtà da osservare e ascoltare. L'azienda conduce i vigneti secondo i principi dell'agricoltura biologica certificata, rispettando i ritmi naturali della pianta e prestando attenzione anche alle fasi lunari. Sovesci, inerbimenti, tutela dei boschi e degli alberi che circondano le vigne, conservazione della fertilità del suolo e salvaguardia della biodiversità sono pratiche adottate ben prima che diventassero temi centrali nella viticoltura contemporanea. Nel cru Contrada Salvarenza, studi dedicati all'ecosistema hanno rilevato oltre duecento specie di insetti, testimonianza della vitalità di un ambiente agricolo sano e armonioso. Negli anni Ottanta i fratelli Sandro e Claudio Gini imprimono una nuova svolta alla storia dell'azienda. Sandro approfondisce il mondo dei lieviti indigeni, scoprendo nella cantina una biodiversità microbiologica straordinaria e arrivando a eliminare l'anidride solforosa durante la vinificazione delle uve per preservarne la purezza. Una scelta pionieristica, capace di anticipare molti dei temi che avrebbero segnato l'enologia dei decenni successivi. Claudio consolida invece una visione agronomica legata alla viticoltura biologica e biodinamica, rafforzando il rapporto tra equilibrio naturale, qualità delle uve e identità del vino.

La ricerca della massima espressione del Soave Classico porta la famiglia a valorizzare due vigneti destinati a diventare autentici riferimenti della denominazione: La Froscà, nata nel 1985, e Contrada Salvarenza, presentata nel 1989. Ogni cru racconta una personalità diversa, modellata dalla geologia, dall'esposizione, dall'altitudine e dai microclimi di Monteforte d'Alpone. Le uve vengono interpretate senza forzature, lasciando che siano la vendemmia e il vigneto a guidare le scelte in cantina. Nascono così Soave Classico che non inseguono l'immediatezza, ma trovano nel tempo il proprio migliore alleato, crescendo in mineralità, profondità e complessità. La ricerca dell'autenticità non si è fermata alle colline del Soave Classico. Tra i rilievi dell'Alta Valpolicella orientale, la famiglia Gini ha dato vita a uno dei suoi progetti più ambiziosi: Tenuta Scajari. Tra le colline di Campiano, nel comune di Cazzano di Tramigna, a quote comprese tra i 400 e i 600 metri, si apre un paesaggio di rara bellezza, dove boschi, ciliegi, uliveti e vigneti convivono in un equilibrio naturale ancora intatto.

Il nome Scajari deriva dalla parola dialettale scaja, utilizzata per indicare le piccole scaglie calcaree giallo-rossastre originate dalla lenta disgregazione della roccia stratificata del sottosuolo. Tenuta Scajari rappresenta il desiderio di stabilire una connessione ancora più profonda con la natura: un piccolo paradiso terrestre dove la costante ventilazione, l'eccellente esposizione al sole, le importanti escursioni termiche e la ricchezza dei terreni calcarei, sassosi e argillosi, arricchiti da componenti vulcaniche, permettono di ottenere vini dinamici, eleganti e dalla complessità minerale intensa. Dal 1987 un importante progetto di recupero ambientale ha restituito ai terreni di Campiano la loro antica bellezza, preservando le caratteristiche naturali del paesaggio e la vitalità dell'ecosistema. Da questo lavoro nascono le Perle d'Alta Quota: Pinot Nero, Chardonnay e Sauvignon coltivati in vigneti d'altitudine, dove il clima fresco e le escursioni termiche favoriscono maturazioni lente, precisione aromatica e una sorprendente capacità evolutiva. Sono vini che raccontano un volto meno conosciuto della viticoltura veronese, nel quale l'altitudine diventa uno straordinario alleato dell'eleganza e della longevità.

Nell'Alta Valpolicella orientale prendono forma anche i grandi rossi di Tenuta Scajari. La ventilazione costante mantiene sane le uve e accompagna un appassimento naturale nel fruttaio, senza forzature. Nascono così Amarone della Valpolicella e Valpolicella Superiore capaci di coniugare struttura, freschezza, intensità aromatica e profondità minerale, interpretando il territorio con uno stile misurato e lontano dagli eccessi. La stessa cultura dell'attesa accompagna gli eleganti Metodo Classico e le preziose Gocce Nobili. Negli spumanti, pazienza e cura quotidiana trasformano il tempo sui lieviti in finezza e armonia; nel Recioto, l'appassimento concentra profumi e dolcezza dando vita a un vino avvolgente, capace di raccontare il valore delle cose rare. Dal Recioto Metodo Ancestrale ai grandi vini bianchi da invecchiamento, il tempo continua a essere il filo invisibile che unisce ogni espressione della cantina.

Da quindici generazioni la famiglia Gini dimostra che il tempo è il più prezioso interprete del vino. Dalle vigne storiche del Soave Classico ai paesaggi incontaminati di Tenuta Scajari, ogni bottiglia nasce dall'incontro tra natura, esperienza e una pazienza che solo le grandi famiglie di viticoltori sanno custodire. Dal Soave Classico all'Alta Valpolicella orientale, Gini continua a interpretare il vino con la stessa filosofia che accompagna la famiglia dal 1570. I grandi Soave, i cru storici Contrada Salvarenza e La Froscà, gli Amarone e i Valpolicella di Tenuta Scajari, le Perle d'Alta Quota, i Metodo Classico e i preziosi Recioto raccontano un unico patrimonio fatto di territorio, biodiversità e tempo. È questa straordinaria coerenza, custodita attraverso quindici generazioni, a rendere Gini una delle espressioni più autentiche e autorevoli della viticoltura italiana.

Conservazione
  • Conservare in luogo fresco e asciutto
Politica di Reso

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