Amarone della Valpolicella DOCG
L'Amarone della Valpolicella è una denominazione di origine controllata e garantita della provincia di Verona, ottenuta principalmente da uve Corvina Veronese e/o Corvinone e da Rondinella sottoposte ad appassimento. Riconosciuta come tipologia nel 1968, è stata resa autonoma come DOCG con i decreti ministeriali del 2010.
Voce informativa dell'archivio Cantine d'Italia, scritta da VaiGustando a partire dal disciplinare e dalle fonti elencate in fondo. L'elenco delle cantine viene dal Consorzio di tutela: VaiGustando vende i vini di alcune di queste cantine, ma l'elenco non è una selezione commerciale.
Caratteristiche
Al consumo, secondo il disciplinare di produzione.
Amarone della Valpolicella
- Colore
- «rosso carico tendente eventualmente al granato con l’invecchiamento»
- Odore
- «caratteristico, accentuato»
- Sapore
- «pieno, vellutato, caldo»
- Titolo alcolometrico minimo
- 14% vol
Art. 6

Territorio
La zona di produzione comprende in tutto o in parte i territori di 19 comuni della provincia di Verona: Marano di Valpolicella, Fumane, Negrar di Valpolicella, Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane di Sotto, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara.12
La zona è suddivisa in tre aree distinte: la zona Classica, la zona Valpantena e la zona DOC Valpolicella. La zona Classica comprende i comuni di Negrar di Valpolicella, Marano di Valpolicella, Fumane, Sant'Ambrogio di Valpolicella e San Pietro in Cariano. La denominazione può essere designata anche con i riferimenti "classico" e "Valpantena" e con la specificazione "riserva".12
Il territorio copre l'intera fascia pedemontana della provincia di Verona, estendendosi dal lago di Garda fino quasi al confine con la provincia di Vicenza. Il clima è mite e non eccessivamente piovoso, più caldo durante la stagione estivo-autunnale; la piovosità media annua oscilla fra gli 850 e i 1.000 mm. Tra le fasce della zona c'è la bassa e media collina, che non supera i 300 metri sul livello del mare. I suoli sono costituiti dalla disgregazione di formazioni calcareo-dolomitiche, da basalti e da depositi morenici e fluviali. Sono esclusi dalla produzione i vigneti impiantati in fondovalle su terreni torbosi o eccessivamente umidi.1

Storia
Il disciplinare richiama l'Editto di Rotari, che stabiliva pene severe per chi arrecava danno alle viti e multe per chi rubava i grappoli. Per gli anni successivi al 1000 risultano atti di vendita e cessione di vigneti nel territorio di produzione, e il vino veniva impiegato al pari del denaro per il pagamento dei diritti feudali. Un estimo del 1503 attesta che la zona era una valle ricca e famosa grazie ai suoi vini.1
Le prime bottiglie di Amarone senza etichetta arrivarono nei primi anni del Novecento, destinate a uso familiare o ad amici. Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella è stato fondato nel 1925. La prima bottiglia di Amarone della Valpolicella messa in commercio risale al 1953.12
Nel 1968 la denominazione è stata riconosciuta come tipologia con DPR 21 agosto 1968, anno in cui si è giunti anche all'approvazione ufficiale del primo disciplinare di produzione e al riconoscimento della DOC.1
Il 24 marzo 2010 sono stati adottati appositi decreti ministeriali con i quali le quattro tipologie Valpolicella, Valpolicella Ripasso, Recioto della Valpolicella e Amarone della Valpolicella sono state rese autonome; il disciplinare dell'Amarone della Valpolicella DOCG è stato approvato con DM 24 marzo 2010. Il disciplinare è stato successivamente modificato con D.M. 30 novembre 2011, con D.M. 7 marzo 2014, con D.M. 2 agosto 2019 e con D.M. 3 agosto 2023.1
Nel tempo si è gradualmente passati dalla pergola veronese doppia, detta anche tendone, alla pergola semplice e alla pergoletta veronese; oggi i vigneti sono per la maggior parte allevati a pergola semplice e pergoletta.1
Servizio
Prima dell'immissione al consumo, i vini devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento di almeno due anni con decorrenza dal 1° gennaio successivo all'annata di produzione delle uve. Nella sua parte descrittiva, il disciplinare indica che alla vinificazione segue un affinamento di almeno 2 anni in contenitori di legno. I vini designati con la specificazione "riserva" devono essere sottoposti a un periodo minimo di invecchiamento di almeno 4 anni a partire dal 1° novembre dell'anno della vendemmia. I vini devono essere immessi al consumo in bottiglie di vetro aventi capacità non superiore a 15 litri.1
Denominazioni collegate
Zona di produzione
Comuni della zona
- Zona Classica, in tutto o in parte
- Resto della zona
- Fumane
- Marano di Valpolicella
- Negrar di Valpolicella
- San Pietro in Cariano
- Sant'Ambrogio di Valpolicella
- Cazzano di Tramigna
- Cerro Veronese
- Colognola ai Colli
- Dolcè
- Grezzana
- Illasi
- Lavagno
- Mezzane di Sotto
- Montecchia di Crosara
- Pescantina
- San Martino Buon Albergo
- San Mauro di Saline
- Tregnago
- Verona
Nella stessa zona
Altre denominazioni la cui zona comprende alcuni degli stessi comuni.
Domande frequenti
Da quali vitigni si ottiene l'Amarone della Valpolicella?
Si ottiene principalmente da Corvina Veronese e/o Corvinone, dal 45% al 95%, e da Rondinella, dal 5% al 30%; le uve di altri vitigni indicati dal disciplinare possono concorrere fino a un massimo del 25% totale.
Quanto deve invecchiare l'Amarone della Valpolicella?
Prima dell'immissione al consumo deve invecchiare almeno due anni a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia; la riserva almeno 4 anni a partire dal 1° novembre dell'anno della vendemmia.
Come avviene l'appassimento delle uve?
Le uve rimangono nei fruttai per 100 o 120 giorni, fino a perdere almeno la metà del loro peso; dopo l'appassimento devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 14% vol.
Quali rese sono ammesse?
La resa di uva non deve superare 12 tonnellate per ettaro di vigneto in coltura specializzata; con la cernita in vigneto si mette a riposo un quantitativo di uve non superiore al 65% della produzione massima ad ettaro, e la resa delle uve in vino finito non deve superare il 40%.
Che tipo di vino è l'Amarone della Valpolicella?
L'uva appassita viene vinificata d'inverno e una fermentazione lenta porta a un vino secco a elevata gradazione alcolica; all'immissione al consumo deve avere un titolo alcolometrico volumico effettivo minimo di 14% vol, un'acidità totale minima di 5,0 g/l e un estratto non riduttore minimo di 28,0 g/l, 32,0 g/l nella versione riserva.
Abbinamenti
Ricette del blog di Vaigustando che indicano questa denominazione in abbinamento.
Bigoli al ragù di cinghiale alla veneta
Bollito Misto con la Pearà — Ricetta Veronese
Risotto all'Amarone — Ricetta Veronese
I vini di questa denominazione su VaiGustando
Amarone della Valpolicella D.O.C.G. 2013Tenuta Trabucchi
Amarone della Valpolicella D.O.C.G. 2015Tenuta Trabucchi
Amarone della Valpolicella D.O.C.G. Magnum 2013Tenuta Trabucchi
Amarone della Valpolicella D.O.C. Riserva Cent'anniTenuta Trabucchi
Amarone della Valpolicella D.O.C.G.Comaroto
Pianissimo Amarone della Valpolicella D.O.C.G.Italo Cescon
Tenuta Scajari Amarone della Valpolicella Riserva D.O.C.G.Gini
Tenuta Scajari Monte Serea Amarone della Valpolicella D.O.C.G.Gini
Cantine della denominazione
L'elenco delle cantine del Consorzio di tutela è nella voce Valpolicella DOC.
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Fonti
- Disciplinare di produzione Amarone della Valpolicella DOCG (MASAF)
- Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella
- Confini comunali: ISTAT, elaborazione openpolis (CC BY 4.0)
Testi redatti da Vaigustando a partire dalle fonti, aggiornati il 09/10/2026. Le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale e non ritraggono luoghi o cantine reali.







